PROGRAMMA SOSTEGNO SETTORE OLIO D’OLIVA ART.29
REG.(UE) 1308/2013 MISURA 2C
MIGLIORAMENTO DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’OLIVICOLTURA
CONTROLLI PER LA LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO
Programma finanziato con il contributo della Unione Europea e dell’Italia
Regg.(UE) 611-615/2014
Annualità 2015/2016

BOLLETTINO N. 2 VALIDO DAL 01/04/2016 – 30/04/2016
Pratiche Colturali
Concimazioni dell’oliveto: in questo periodo dell’anno gli olivicoltori che ancora non hanno effettuato la concimazione azotata hanno a disposizione ancora per giorni la possibilità di utilizzare fertilizzanti azotati a lenta cessione tipo l’urea o altri similari eventualmente combinati con il fosforo tipo il fosfato biammonico, nell’ipotesi che questo elemento nel terreno sia carente. Successivamente è consigliabile l’utilizzo di fertilizzanti a pronta e lenta cessione, tipo il nitrato ammonico. La componente nitrica prontamente assimilabile in questi tipi di concime permette una rapida crescita vegetativa dei germogli per rivestire le piante e organizzare la futura produzione del prossimo anno, completata dalla componente ammoniacale che con i buoni livelli di umidità del suolo e le temperature crescenti viene trasformata dai microrganismi lentamente e progressivamente in nitrato. Questo tipo di concime può essere somministrato anche in superficie senza la necessità di interrarlo in quanto altamente solubile in acqua e poco trattenuto dal complesso adsorbente del terreno.
Potatura: per il buon equilibrio della pianta e per una adeguata illuminazione in tutte le parti della chioma, al fine di ridurre al meglio l’alternanza di produzione garantendo anche una buona allegagione, è necessario affrettarsi ad eseguire la potatura. Nelle forme di allevamento a vaso policonico, tipico del nostro comprensorio, si consiglia pertanto il rilascio di un solo unico vigoroso apice vegetativo terminale della branca in grado di regolare la crescita e ridurre la comparsa dei succhioni lungo il dorso della branca stessa. Nell’ipotesi che i succhioni non siano stati asportati nell’estate dello scorso anno, vanno eliminati avendo cura di mantenere intatti quelli con dimensioni più contenute, sotto 20-30 cm, al fine di mantenere in succhio anche questo settore della branca che così non si essicca e ridurre al contempo la comparsa di molti altri getti vegetativi.