Olio extravergine di Canino

Olio Extravergine di Canino

Studio IMPRESA sulla ricerca in agricoltura

FATTORI CHE FAVORISCONO L’EFFETTIVITA’ E LE PERFORMANCE DELLA RICERCA AGRARIA

L’articolo identifica i fattori che facilitano o limitano gli impatti della ricerca scientifica nell’agricoltura in termini di innovazione e cambiamenti. I risultati e le conseguenti raccomandazioni sono basati sulle innovazioni realizzate in sei case-studies.

Importante è il ruolo delle cornici istituzionali e politiche nel reperimento dei fondi, nell’abilitazione della registrazione dei prodotti e nell’innovazione del marketing.

SISTEMA DI INNOVAZIONE NEL SETTORE AGRICOLO – COMPLESSO E DIVERSIFICATO  Il sistema di innovazione nel settore agricolo è piu’ complesso rispetto ad altri settori. Questa complessità è dovuta al fatto che lo sviluppo e l’adozione di nuovi prodotti e tecniche non derivano solo da prodotti e risultati della ricerca, ma anche da altre ed esterne attività. Questo si spiega con le intrinseche caratteristiche del settore agricolo, come il grande numero di relativamente piccole imprese; la dipendenza dalle risorse del suolo e dell’acqua; la natura dei beni prodotti; le complesse interazioni sotto i sistemi socio-ecologici; la strategica e geopolitica dimensione del cibo. Per di piu’ c’è una grossa differenza tra le individuali capacità innovative degli agricoltori.

I processi innovativi richiedono interazioni tra le differenti sfere tecniche, commerciali ed istituzionali. Quando emerge un concreto cambiamento tecnico, l’accesso al mercato ha di conseguenza di spingerne l’adozione. Allo stesso tempo, il riconoscimento istituzionale, nella forma di supporti finanziari pubblici o riconoscimenti ufficiali, sono generalmente indispensabili per permettere l’adozione delle innovazioni agrarie.

Nel programma IMPRESA abbiamo usato un approccio di analisi in sei case-studies di ricerca agricola applicata; completati da alcuni metodi addizionali che hanno aiutato a comprendere il ruolo della ricerca nei risultati ottenuti.

La natura dei casi studiati è stata diversa: nei casi 1-3 il focus è stato sullo sviluppo del sistema, nei casi 4-6 sullo sviluppo dei prodotti e degli strumenti.

IL RUOLO DELLA RICERCA NEI PROCESSI INNOVATIVI IN AGRICOLTURA La valutazione dei 6 casi di studio ha mostrato che la ricerca contribuisce all’innovazione in vari modi: producendo specifici e rilevanti risultati; supportando lo sviluppo delle capacità degli attori innovativi ( ad es. attraverso i beneficiari dell’addestramento sull’uso delle nuove tecniche) ; o promuovendo l’abilità dell’utente ad adattare un’ innovazione (ad es. tecnologia) ad  un uso futuro e diverso. Nei processi innovativi la capacità di sviluppare nuovi prodotti (o nuovi metodi produttivi,o nuova organizzazione o di marketing) , crea un percorso verso effetti desiderati.

L’impatto della ricerca scientifica in 6 diversi contesti  
Gli studi hanno confermato che i principali elementi dell’innovazione agricola sono:l’ambiente le risorse finanziarie e umane i prodotti e tecniche di coltivazione. Questi sono collegati a mercati, regolamenti e politiche.

Tutti questi elementi generalmente influenzano la portata dei risultati dell’innovazione introdotta; in alcuni casi, gli effetti sono inattesi o addirittura negativi.

I ruolo degli attori istituzionali viene spesso integrato da quello degli attori privati soprattutto a livello di reperimento fondi quando la profittabilità dell’innovazione è ormai accertata; nella fase tra la ricerca iniziale e la possibile commercializzazione dell’elemento innovativo, l’uso dell’innovazione stessa puo’ essere facilitata dall’accesso a opportunità di finanziamento pubblico o misto pubblico-privato.

ANALISI DEI PERCORSI DI IMPATTO DELLA RICERCA IN AGRICOLTURA
Le conclusioni e le raccomandazioni presentate in questo documento sono basate sue casi di studio regionali, i quali sono stati realizzati per sviluppare etestare uan cornice metodologica di valutazione degli impatti della SRA (Scientific Research on Agricolture). Lo scopo è stato investigare i complessi processi d innovazione che avvengono lungo i relativi percorsi di impatto.

I case-studies sono stati selezionati in cinque paesi, scelti per la loro diversità agro-ecologica e socio-economica. La metodologia sviluppata è stata basata sul Partecipatory Impact Pathway Analysis (PIPA) e completati con alcuni metodi aggiuntivi, principalmente per adattare l’approccio del PIPA ai requisiti di una valutazione ex-post dell’impatto.

Il modello di valutazione del percorso di impatto utilizzato in IMPRESA si è basato su sette passaggi:

  1. screening iniziale del caso di studio e dei suoi attori, impatti e argomentazioni di ricerca
  2. individuazione dei portatori di interesse
  3. definizione del percorso
  4. raccoglimento dei dati
  5. valutazione del percorso
  6. reperimento dei feedback da parte dei poratori di interesse
  7. conclusioni

I casi di studio individuati sono stati: un indice di fertilità delle mucche da latte in Gran Bretagna, un sensore ottico del raccolto sulla superficie arabile in Germania, la lotta integrata nella coltivazione delle olive in Italia, la produzione biologica nella Camargue in Francia e il contrasto alle infestazioni di Varroa in apicoltura in Bulgaria.

Nei sei casi di studio la diversità di attività e campo di applicazione è molto evidente. Tutti i casi hanno fornito la prova che gli impatti attesi si sono almeno parzialmente realizzati.

ANALISI DEI PERCORSI DI IMPATTO DELLA RICERCA IN AGRICOLTURA
Le conclusioni e le raccomandazioni presentate in questo documento sono basate sue casi di studio regionali, i quali sono stati realizzati per sviluppare etestare uan cornice metodologica di valutazione degli impatti della SRA (Scientific Research on Agricolture). Lo scopo è stato investigare i complessi processi d innovazione che avvengono lungo i relativi percorsi di impatto.

I case-studies sono stati selezionati in cinque paesi, scelti per la loro diversità agro-ecologica e socio-economica. La metodologia sviluppata è stata basata sul Partecipatory Impact Pathway Analysis (PIPA) e completati con alcuni metodi aggiuntivi, principalmente per adattare l’approccio del PIPA ai requisiti di una valutazione ex-post dell’impatto.

Il modello di valutazione del percorso di impatto utilizzato in IMPRESA si è basato su sette passaggi:

  1. screening iniziale del caso di studio e dei suoi attori, impatti e argomentazioni di ricerca
  2. individuazione dei portatori di interesse
  3. definizione del percorso
  4. raccoglimento dei dati
  5. valutazione del percorso
  6. reperimento dei feedback da parte dei poratori di interesse
  7. conclusioni

I casi di studio individuati sono stati: un indice di fertilità delle mucche da latte in Gran Bretagna, un sensore ottico del raccolto sulla superficie arabile in Germania, la lotta integrata nella coltivazione delle olive in Italia, la produzione biologica nella Camargue in Francia e il contrasto alle infestazioni di Varroa in apicoltura in Bulgaria.

Nei sei casi di studio la diversità di attività e campo di applicazione è molto evidente. Tutti i casi hanno fornito la prova che gli impatti attesi si sono almeno parzialmente realizzati.

LA LOTTA INTEGRATA CONTRO I PARASSITI DELL’OLIVO A CANINO
Questo caso di studio si focalizza sulla lotta integrata ai parassiti dell’olivo a Canino, in Italia. Il progetto, avviato nel 1979, ha portato a impatti positivi contribuendo a rendere piu’ abbondante e sana la coltivazione delle olive a Canino. Sono stati realizzati impatti positivi dal punto di vista ambientale (riduzione dell’uso dei pesticidi), economico (aumento dei guadagni) e sociale (l’azione ha portato a una collaborazione organizzata e collettiva tra i vari attori coinvolti). Questo documento descrive i fattori chiave che hanno influenzato questa sperimentazione e descrive i possibili effetti sulla ricerca e l’innovazione in agricoltura a livello di Unione Europea.

INTRODUZIONE
L’ARGOMENTO DEL CASE-STUDY

Nel 1979 l’ENEA ha avviato un progetto per il contrasto alle infestazioni delle olive a Canino. Due sono stati gli elementi che hanno condotto all’avvio di questo progetto:

  • l’uso eccessivo di pesticidi causato dai trattamenti a calendario (6-7 trattamenti per anno) per contrastare i parassiti dell’olivo
  • le proteste contro la costruzione di una centrale nucleare vicino a Canino: i coltivatori erano preoccupati per gli impatti negativi su ambiente e salute. Per sviare l’attenzione, l’ENEA avverti’ che l’abuso di pesiticidi era nocivo per salute ed ambiente piu’ della centrale nucleare

LA RICERCA
La ricerca si è focalizzata sull’introduzione della lotta integrata a Canino: la lotta integrata è un approccio sistemico che combina diverse strategie di management e pratiche per garantire una produzione salutare e minimizzare l’uso dei pesticidi. Gli obiettivi del progetto erano:

  1. introdurre nuove tecnologie e promuovere processi innovativi
  2. sviluppare tecniche di difesa ecologiche e meno inquinanti
  3. dimostrare i vantaggi economici ed ambientali della lotta integrata
  4. verificare se questo tipo di intervento possa essere utile a garantire una certa quantità di produzione nel settore

La ricerca si è focalizzata su:

  1. lo studio delle dinamiche della popolazione dei maggiori parassiti in differenti micro-climi
  2. lo sviluppo di un modello per prevedere quanto sarà numerosa la popolazione infestante e stabilire la quantità dei trattamenti necessari

LA RETE DEGLI ATTORI COINVOLTI
Il progetto inizialmente ha coinvolto l’ENEA, l’ERSAL (oggi ARSIAL) e l’Oleificio Sociale Cooperativo di Canino. Durante il corso del progetto altri soggetti si sono aggiunti, in vari ruoli: il CET, i mezzi di comunicazione e il COPROVIT.

L’IMPATTO SULLA RICERCA AGRICOLA
GLI IMPATTI MISURATI

I seguenti impatti sono stati riportati e misurati:

  • impatti economici: ci sono stati benefici economici grazie a un miglior prezzo sul mercato nazionale internazionale, dovuto all’alta quantità di olive prodotte
  • impatti ambientali: significativa riduzione delle quantità di pesticidi chimici usati
  • impatti sociali: rafforzamento della capacità di cooperazione, miglioramento delle capacità organizzative, manageriali e commerciali. Sono state incrementate le azioni collettive e le capacità tecniche

IL PERCORSO DI IMPATTO DELLA LOTTA GUIDATA A CANINO
La storia di questo impatto puo’ essere riassunta in tre fasi:

COMPRENSIONE ED ASSIMILAZIONE  (1979/1981)
Il progetto della lotta guidata è iniziato nel 1979 quando Ugo Cirio (entomologo ENEA) e Claudio Menna (tecnico ERSAL) hanno analizzato il primo attacco causato da tre principali parassiti: la mosca olearie e la cocciniglia mezzo grano di pepe, i quali avevano causato la fusaggine sugli alberi di olivo, e la tignola dell’olivo.

La lotta guidata è cominciata con esperimenti dentro le aziende agricole, con 3-4 coltivatori volontari, sotto la supervisione dei tecnici ENEA ed ERSAL. Durante la fase iniziale la principale questione era convincere i coltivatori che la lotta guidata era efficace nel contrastare i parassiti e proteggere la produzione, oltre ad essere conveniente in termini di risparmio di denaro ridicendo la quantità di pesticidi usati e salvaguardando l’ambiente. Primariamente le attività di ricerca si sono focalizzate sul monitoraggio e lo studio delle dinamiche dei parassiti in microclimi diversi. In aggiunta al monitoraggio, ai coltivatori venivano date sia l’avviso della presenza dell’infestazione quando questa si era appena presentata sia consigli tecnici su come affrontarla. Vennero fatti dei test sui pesticidi per selezionare  quelli con un minore impatto ambientale; si svolsero inoltre degli incontri per informare e sensibilizzare i coltivatori riguardo agli effetti positivi della lotta guidata.

ADOZIONE E STANDARDIZZAZIONE (1981/83)
In questa fase il CET ha avviato lo sviluppo di un modello standardizzato per prevedere l’infestazione parassitaria e calibrare il modello usando i dati meteorologici raccolti.

Attraverso il modello standardizzato, sono state sviluppate e raccomandate strategie di gestione dei parassiti per tenere sotto controllo le infestazioni. La lotta guidata comincio’ a diffondersi tra tutti i soci dell’OSCC e veniva portata avanti anche una formazione per i coltivatori e i tecnici da parte dell’ERSAL.

Gli spettacolari risultati sono stati condivisi dai mezzi di comunicazione locali (radio e newsletter) e un sistema di risposta automatica con messaggi registrati è stata messa a punto dal CET per   consigliare i coltivatori riguardo la lotta integrata.

FASE DELLA MATURITà (1983/86)
Mentre nella fase precedente, il numero dei coltivatori che adottavano la lotta guidata era ancora abbastanza ridotto, durante questa fase incremento’ in maniera netta e le quantità di pesticidi utilizzate furono considerevolmente ridotte. I coltivatori di olive acquisirono conoscenze tecniche e svilupparono una comprensione del pieno potenziale della tecnologia, perseguendo l’adozione delle metodologie della lotta guidata nei loro rispettivi oliveti. La lotta guidata divenne molto diffusa ed obbligatoria, le infestazioni diminuirono considerevolmente.

Durante questa fsae, il capitale sociale dell’OSCC fu rafforzato: attraverso la formazione tecnica dei soci l’azione collettiva era molto piu’ efficace, era rafforzata la coesione e veniva sviluppata una rete sociale.

Teoricamente il progetto ha coperto piu’ di 3000 oliveti su circa 12.347 ettari. Con il coinvolgimento del COPROVIT il “modello Canino” ha cominciato ad essere condiviso con altri oleifici nella provincia di Viterbo.

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